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L' olio extra vergine di oliva

Il territorio

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Il territorio di Collelungo Sabino è incluso nell'AREA DEL DOP "SABINA" ricadente nell'ambito della Provincia di Rieti. L 'areale della zona di produzione del Dop Sabina (delimitata con decreto 29 maggio 95 MIPAF),in provincia di Rieti comprende il territorio dell'antica Sabina, ovvero , 25 comuni in provincia di Rieti e 15 in Provincia di Roma.
Il paesaggio e' caratterizzato dalla presenza di impianti di olivi secolari e dal tipico modello d'insediamento umano detto "incastellamento".Il territorio e' lambito dal fiume Tevere a sud, e' attraversato dal rapido e breve fiume Farfa e diviso al centro dai Monti sabini. La regione Sabina fu culla dell' antico omonimo popolo,che contribui alla nascita e alle fortune di Roma. A quell' epoca risale la citta'di Cures Sabini presso Fara Sabina. Della successiva epoca d'influenza romana abbiamo due municipi:" Trebula Mutuesca,( Monteleone Sabina) e Forum Novum (presso Torre in Sabina) ed e' attraversata dalla strada consolare: "Salaria" (Tirreno-Adriatico). Nel paesaggio della Sabina l'olivo ha sempre costituito l'elemento predominante. Largamente coltivato in eta' romana grazie ad una fitta maglia di ville rustiche, l'olio che se ne ricavava veniva considerato da Galeno, celebre medico vissuto nel secondo secolo d. c., il migliore del mondo allora conosciuto. Il mercato naturale per la produzione oleicola sabina era senz'altro costituito da quello romano, epoca nella quale il consumo di olio annuo pro capite era molto elevato ed e' stato stimato di circa 22,5 chilogrammi. Un forte spinta all'incremento della produzione dell'olio fu l'affermarsi del cristianesimo ,una religione sviluppatasi nel Mediterraneo e che dalle colture tipiche dello stesso, vite e olivo, traeva allegorie profonde per diffondere i propri messaggi E i propri misteri. Nel Medioevo il paesaggio della Sabina muto' bruscamente, punteggiato dal sorgere di chiese importanti ; come la cattedrale di Vescovio, o di potenti monasteri benedettini come Farfa. L'olivicoltura e la produzione oleicola si mantennero estese e consistenti in Sabina per tutto l'alto Medioevo. A partire dall'anno mille, grazie all'impulso dato dai monaci di Farfa ed al sorgere di molti insediamenti fortificati sulle alture della sabina, gli oliveti si diffusero con grande rapidità'. Il Rinascimento vide un ulteriore incremento delle aree olivate. Neppure le gravi gelate settecentesche riuscirono ad intaccare il patrimonio olivicolo sabino e molte delle piante odierne possono vantare molti secoli di vita.

Centri abitati

l'incastellamento, ovvero l'attuale modello d'insediamento umano nel territorio originario dell'alto medioevo, ha dato origine all'attuale paesaggio tipico sabino con una molteplicità' di centri abitati fortificati sulle alture. In questo senso il paesaggio rappresenta un "unicum" omogeneo, seppur distinto in numerosi e diversi "campanili,"ognuno geloso della propria individualità'.
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Patrimonio storico artistico

l'influenza romana prima e le successive vicende medioevali dopo, hanno stratificato nel territorio la presenza diffusa un po' dovunque di resti di ville romane, importanti chiese romaniche, abbazie e monasteri benedettini.

Viabilità

l'area DOP Sabina e' raggiungibile dall'A1, in particolare dalle uscite di Magliano Sabina, Ponzano Romano-Soratte e Fiano Romano=Roma nord. Strade di penetrazione nell'area sono la SS 4 Salaria in direzione di Rieti e la SS 313 Lambruschina, ambedue accessibili dall'uscita A1 di Roma nord direzione Passo Corese. Inoltre la zona e'raggiungibile dall'aeroporto con il treno metropolitano, Fara Sabino, Fiumicino.

Vita pubblica

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la principale manifestazione tematica e' la :"andar per olio e per cultura" manifestazione promozionale del prodotto e del territorio che si svolge in contemporanea con la campagna olivicola nei giorni del ponte dell'Immacolata e che prevede manifestazioni in tutto il territorio dell'area DOP.

Economia

la zona e' a vocazione prevalentemente agricola, ha mantenuto tale impostazione diversificando le attività' produttive nell'ambito agricolo. In questi ultimi anni essa ha risentito della forte attrazione della capitale al seguito della quale si e' determinato un forte spopolamento.

Produzione e prodotti derivati

le associazioni dei produttori hanno dato vita al CO.TO.S., consorzio per la tutela dell'olio extra vergine di oliva "Sabina" a Denominazione di origine protetta, sede operativa ,Corese Terra, via Ottaviano di Giuseppe n 7, Nel.0765/39763. La Denominazione d'origine protetta "Sabina" e' riservata all'olio extravergine d'oliva ottenuto dalla varietà' di olive(presenti da sole o congiuntamente negli oliveti) Carbonella, Leccino, Raja, Pendolino, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, Selviana, Olivago, e Rosciola per almeno il 75 per cento. I terreni, di origine calcarea, sono, permeabili, asciutti ma non aridi. I sesti d'impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati. E' esclusa ogni pratica di forzatura .La produzione massima delle olive per ettaro non può' superare i 6300 chilogrammi. Le forme recenti di allevamento dell'olivo (monocono , palmetta o cespuglio) altro non sono che la tradizionale forma policonica abbassata. Le operazioni di estrazione dell'olio e di confezionamento debbono essere effettuate nell'ambito dell'area territoriale delimitata dal disciplinare. La resa massima di olive in olio non può' superare il 25 per cento e le olive non possono superare acidità' di 0,7 grammi di acido oleico per 100 grammi di olio. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici.
Le olive devono essere sottoposte a lavaggio a temperatura ambiente, mentre ogni altro trattamento e' vietato. L'olio extravergine Sabina, all'atto dell'immissione al consumo, risponde alle seguenti caratteristiche:colore giallo oro con sfumature verdi, odore e sapore fruttato, vellutato, uniforme, aromatico , dolce e con una nota amara per gli oli freschissimi.
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Storia della produzione

l'origine dell'olivicoltura in Sabina risale a oltre 2000 anni fa: la coltura, proveniente dalla Grecia, fu introdotta per il tramite degli Etruschi. Recenti ritrovamenti, presso l'antica citta' di Cures, consentono la datazione certa almeno all'epoca preromana. In località' Canneto Sabino,frazione di Fara, esiste il più' antico olivo d'Europa. Degli oliveti Sabini parlano Catone, Orazio e Columella, testimoniando come da tempi antichissimi questa coltura prosperava nella zona. Importante e' il Regesto Farnese, conservato presso l'abbazia di Farfa, baricentro della zona, nel quale e' documentata la coltivazione introdotta dai monaci. A quell'epoca, probabilmente, risale anche l'uso di raccogliere le olive all'invaiatura (inizio della maturazione), pratica poco redditizia seguita ancora oggi per ottenere un elevato livello qualitativo.

Commercio ( botteghe , mercati ecc )

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nell'area si tiene ogni 1 domenica del mese una fiera –mercato presso la localita' di Osteria Nuova. La manifestazione: "andar per olio e per coltura" e' essa stessa un importante rassegna e sagra gastronomica.



Manifestazioni ( fiere, sagre rassegne, gastronomiche ecc…)

ogni centro della Sabina conserva botteghe artigianali e fiere, in genere legate a feste patronali.

Strade dell'olio

La strada dell'olio nella Sabina e nella Tuscia.

Itinerari turistici

1) Via Francigena di San Francesco o Cammino di Francesco;
2)La Sabina cristiana.
3)I monasteri benedettini e cistercensi.
4)La via del sale
5)La via della fede lungo la valle del Tevere
6)La santità' femminile lungo le valli del Salto e del Turano.




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